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La festa.
Scritta da: uomovento (6)

Sono le tre di mattina e la festa è quasi finita, rimane solo qualche gruppetto in giro per la casa. Qualcuno più ubriaco del solito è sdraiato come può tra i divani e i cuscini, altri sono in giro per le stanze, chiuse da dentro, indovinate a fare cosa. Io sono in balcone, con la birra in mano, l'ennesima birra del cazzo di chi si annoia a una festa, bevuta ormai a temperatura ambiente visto che il frigo non è più stato ricaricato. Ennesima sigaretta che ormai sa di salmone delle tartine, patatine fritte, birra, aranciata e quant'altro. Mal di stomaco come pochi e tanta rottura di coglioni. Quella vacca della mia amica si è chiusa in bagno e si sta facendo scopare da almeno un'ora. Devo riaccompagnarla a casa, quanto ci vorrà ancora? La musica è bassa, non si possono disturbare i vicini, la padrona di casa sta ancora scattando fotografie con vecchi amici che non vede da tanto. Le battute finali di una festa anonima per chi è imbucato o invitato come amico di amici. Finalmente la mia amica esce dal bagno e cosa vedo, si tiene per mano con una negretta niente male. Sono state un ora al bagno a scoparsi a vicenda le troiette...ma onestamente me la farei anche io la nutellina!..guarda come muove il culo! Le due troiette si avvicinano alla padrona di casa che ormai senza le scarpe si massaggia i piedi mentre siede per terra. Le calze rovinate, strappate, il trucco in disordine e mi fa cenno con la mano, mi chiama e mi dice di entrare. Entro e non c'è più nessuno, siamo rimasti in quattro! cazzo quant'è che sto fuori?..la mia amica è visibilmente eccitata, non parla ma sorride è visibilmente ubriaca..dopo che è stata lasciata dal ragazzo ci credo che beve per dimenticare, quattro anno di bugie e tradimenti e nel frattempo ha speso un milione in cellulare per telefonarmi.. e se mi chiedesse di consolarla lo farei volentieri, a una quinta di seno non si dice mai di no e poi la conosco da anni..cosa c'è di meglio di una scopata tra amici?..di una serie di scopate tra amici anzi... E la negretta? chi cazzo è? la figlia di bingo bongo? guarda che labbra, rosse come fiamme..e che occhi? cazzo che occhi neri, intelligenti e come guarda..secondo me è miope, mi guarda e strizza gli occhi. sarà qualche maledizione africana del tipo ti strizzo gli occhi e ti si addormenta un coglione!..a proposito di coglioni...ho i pantaloni sbottonati. la patta abbassata, ecco perchè guardava la porca.

Anche la padrona di casa è una bella puledra, certo non come la negretta e nemmeno come la mia amica, ma una di quelle che scoperesti volentieri e senza tanti contrattempi tipo -te la do-, -no non te la do-, -stasera la vedi e bata-, -domani la annusi e forse te la do-..sai questi giochetti del cazzo?...quelli, esatto.. la mia amica? grandi tette naturali, morbide e sempre in movimento, fianchi rotondi e morbidi, culo tondo e duro come un sasso con tanga perenne che le esce dai jeans e di cui non si fa accenno..mi spiego? una bella femmina grassottella che attira il cazzo con la calamita. a vagoni.

La conversazione va avanti con i soliti luoghi comuni di tre femmine contro un maschio, tipo.."ti sei divertito?" "come no...certo...bella l'atmosfera...quanti eravamo?"...invece di un più sincero.."perchè non ci spogliamo tutti e ci facciamo una scopata?"..ed ecco che va via la luce. dio esiste! tiro fuori l'accendino e faccio luce, un minimo, quanto basta per vedere le tre tigri nell'oscurità. come sono diverse. prima sembravano inarrivabili, come dietro un muro, intoccabili se non nella fantasia, ora sono così vicine, con i colori caldi della fiamma riflessa nel viso e negli occhi. La negretta è un'immagine indescrivibile. La pelle sembra di rame e giada, i capelli d'orzo e gli occhi grandi, bianchi e dolci, un sorriso sincero e una risata squillante. Sembra catturare la luce della fiamma e spegnerla. In effetti siamo di nuovo al buio, una delle tre ha soffiato sulla fiamma. Mi saltano letteralmente addosso, cioè mi spingono a terra e mi fanno sdraiare. Una mi tira via le scarpe e un'altra mi sfila i pantaloni. Mi prendo un mezzo spavento ma poi capisco e subito il cazzo mi diventa enorme. Non faccio in tempo a realizzare che una bocca me lo sta leccando, un'altra bocca mi ciuccia i coglioni e una terza bocca mi tiene occupato, baciandomi e leccandomi le labbra. Un pompino meraviglioso. Mi inondano le palle con la saliva e mi leccano ogni millimetro della superfice del cazzo, dalla base, alla punta, alle palle. Torna la luce. La negretta mi sta baciando, la padrona di casa è impegnata a leccarmi i coglioni e la mia amica, con mia sorpresa, ha il cazzo in bocca, per metà e con la lingua mi carezza la cappella. Spingo la negretta da una parte e metto la faccia tra le sue tette, ne tiro fuori una e comincio a leccare il capezzolo e l'aureola. Sento che il pompino va avanti e non riesco a trattenermi. Mi aggrappo alle chiappe della negretta e decido di sborrare. Mi libero e tutta la colata finisce dritta in bocca alla mia amica, me la risputa sul cazzo e con la mano continua a segarlo. La padrona di casa non molla la presa, appena la mia amica si stacca dalla mazza interviene lei, lo ciuccia avidamente stringendo la cappella tra la lingua e il palato mentre la mia amica le dirige i movimenti con la mano dietro alla nuca. La negretta mi preme la testa sulle sue due belle tette sode, una terza perfetta, mentre con me guarda la scena del pompino. Quando finiscono di leccarmelo è pulitissimo, nemmeno una goccia di sborra è andato sprecata. La padrona di casa accorre con le tovagliette del buffet e mi asciuga i coglioni. Intanto la mia amica e la negretta si sono allontanate e si baciano per cazzi loro da una parte. La padrona di casa mi guarda e mi tende la mano. Mi porta con se. In camera sua.

La ci spogliamo. Siamo nudi ed entriamo nella doccia. Con il getto della doccia le bagno i capelli, la schiena, le gambe e con le mani le carezzo il corpo. Mi soffermo lentamente sotto le aureole del seno, dove la curva del peso si fa decisa e dove la carne è bianca, sollevo il seno con le dita e col pollice solletico il capezzolo, duro e gonfio. La giro e le carezzo il sedere. Le passo le dita tra le natiche nell'interno delle cosce. Appoggio il palmo della mano aperta su una chiappa e con l'altra dirigo il getto dell'acqua sulla schiena, lei si raccoglie intorno al mio braccio e appoggia la testa sulla mia spalla. Prendo il sapone e glielo spruzzo sulle spalle, in testa e sulle tette, aggancio il soffione al saliscendi e la insapono, lei si lascia toccare e ne approfitto per dirigere le dita dove lei desidera. Le isapono per bene la fica con una mano e con l'altra le isapono il culo, di lato. Le spingo il cazzo sulla gamba, è di nuovo gonfio come un pallone da rugby. Con l'indice e il medio titillo il clitoride, le passo le dita raccolte sul monte e sulle labbra con movimento circolare, senza fretta, il tutto scivola meravigliosamente grazie all'olio doccia. Con l'indice dell'altra mano le stuzzico il culo, lo passo sopra il buchino come se questo fosse una corda di chitarra, piano ma con decisione, il sapone fa il suo dovere e il buco si ammorbidisce. quando è pronto ad ospitarmi infilo il medio e con l'indice continuo il massaggio. Lei si rilassa ancora di più, si aggrappa al saliscendi, l'acqua calda le scende sopra la testa e sopra i capelli, gocciola sulla schiena inarcata e gli spruzzi vaporosi la avvolgono, quasi a novanta gradi e con l'indice e il medio entro ed esco da suo culo. Con l'indice e il medio dell'altra mano le massaggio il clitoride e le apro le labbra della fica. Lentamente alza la gamba e appoggia il ginocchio al muro, facendo posto per accucciarmi e leccare. Mi abbasso e le sono sotto, il suo corpo mi ripara dal getto dell'acqua che comunque mi gocciola sul viso. Da sotto vedo i fianchi, sono stretti e torniti, spiccano le ossa del bacino e la pelle è chiara e lucida per il sapone, nel mezzo l'ombellico, una fessura verticale, poco più grande di una ciliegia, poi i muscoli dell'addome e le costole, il seno giovane e tondo, leggero e pronunciato, il capezzolo è dolcemente rosa, fresco e acquoso per l'eccitazione. Il collo sembra di carta finemente stesa sulle ossa e sopra, i capelli appiccicati disegnano trame simili a graffi scuri, come scaglie di cioccolata su una distesa di crema. Ogni minimo fremito del suo corpo, sotto le mie dita che escono ed entrano dal culo, è amplificata dalla testa che alzandosi e abbassandosi allunga o scorcia le ombre sul muro. Alla visione improvvisa di tanto corpo mi fermo per la sorpresa, rimango con le dita infilate e spinte dentro al suo corpo e in un breve istante di ammirazione il ritmo si perde. Quanto basta perchè lei apra gli occhi e cerchi di capire cosa fosse successo, perchè io mi fossi fermato. Le sorrido e riprendo il movimento. Mi avvicino con le labbra tra le sue gambe. Basta un attimo, un leggero sfiorare il caldo rossore della fica perchè lei impazzisca di piacere. Con le dita, sempre ben infilate nel culo, cambio ritmo e non aumento la velocità quanto l'ampiezza del movimento. Premo la bocca contro il clitoride e lo tengo tra le labbra, succhiando e spingendo la saliva come fosse un frutto e precisamente come un frutto questo comincia a emanare il suo succo sul mio mento e la mia bocca. Sento le dita strette dai muscoli del suo culo e la fica aumentare di calore. Il movimento è asincrono e le sue gambe si muovono come ali di farfalla che tenti di spiccare il volo. Mi stringe tra le cosce e le riapre subito dopo, stringendo le dita che ha nel culo e spingendo la fica pulsante e odorosa contro il mio viso.

Una volta fuori dalla doccia mi fa sdraiare sul letto. Mi guarda negli occhi, si avvicina al mio viso, mi bacia e porta la bocca sul mio orecchio, lo lecca e mi sussurra.."grazie per il regalo"..poi si ritrae e se ne va. Rimango sul letto, dalle tapparelle rade vedo che è quasi giorno, concentro l'udito sui rumori circostanti e sento il cinguettio degli uccelli. Mi copro perchè comincio ad avere freddo. Cerco di sforzarmi di ricordare come sono andate le cose, cosa fosse successo prima e cosa dopo, aspetto di sapere come va a finire la festa ma il cinguettio degli uccelli ha un volume altissimo, non so dove ho messo i vestiti...che ore sono?

Dopo poche ore mi sveglio per il solletico gentile e dolce dei capelli che mi sfiorano la pancia, sono dentro al letto e il lenzuolo è scostato, sono nudo alla poca luce del giorno che passa attraverso le serrande e le tende. La negretta è accovacciata tra le mie gambe, è nuda e ha i capelli raccolti in cima, tenuti da un fermaglio a molla, alcune ciocche dei capelli sono libere e seguono il movimento della testa, mi succhia il cazzo lentamente e mi guarda negli occhi, abbassando e ralzando lo sguardo ad ogni giro della danza che sta conducendo. Le labbra rosse sono grosse come petali di rosa, il seno è compresso dalle ginocchia e con una mano si masturba la fica. L'inizio di un'altro giorno di sesso. Il miglior week-end della mia vita.

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