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Mia madre e l'idraulico
Scritta da: ironlion (1)

Faceva freddo. Era un inverno gelido, e in casa, la partenza di mio padre, e del suo stipendio, si gelava. Mia madre faceva quanto poteva, ma la caldaia rotta era un serio dramma per tutti noi. Un giorno come tanti, di fine gennaio, rientravo in casa dalla scuola. Aprii silenziosamente l'uscio, come sempre, e mia avviai per la cucina. Al che sentivo mia madre parlare in tono sconsolato con una voce sconosciuta, roca e quasi afona. Di nascosto mia ffacciai allo stipite, vedento mia madre di fronte ad un vecchio basso e rachitico. "Signora sono 200 mila lire di materiali, e 500 mila di manodopera" diceva l'anziano. Costernata mia madre "Mi capisca, sono una donna sola, con un figlio piccolo, e campo con quel poco che ci da mio marito, non ho tutti questi soldi!". L'anziano con uno sguardo malizioso e ammiccante al prorompente seno di mia madre disse "Una soluzione si trova sempre..." Mia madre "I 200 mila per i materiali eccoli, ma per la manodopera non possiamo metterci d'accordo per un pagamento rateale?" "Non si preoccupi signora, ho in mente qualcosa che ci può dare subito, senza altri indugi" e con questo l'idraulico anziano avvicinò a se mia madre, e cominciò a massaggiarle i prosperosi seni. Mia madre riluttante si voltò disgustata, e disse "Va bene, ma prima che torni mio figlio da scuola..." "Non preoccuparti, pagamento espresso..." ghignò il vecchio. Si sfilò la tuta da lavoro e rimase orribilmente nudo, gracile e rachitico, con il suo già turgido e ben sostenuto membro in orrida vista. Un grinzoso pene marrone, lungo almeno 20cm, di almeno 6cm di diametro, coronato da un pesante fardello turgido, con due grasse sfere ricolme di represso desiderio. .L'idraulico cominciò a masturbare il suo grasso pene. Il suo glande era grosso e rosso come una prugna matura. Nonostante l'età avanzata era rigidissimo, e piccole gocce biancastre imperlavano la fessura in cima al suo randello. Mamma si denudò riluttante, mostrando il suo meraviglioso corpo, e il suo monumentale seno al febbricitante operaio. Si chinò sull'anziano operaio e cominciò a servirlo oralmente con sapiente maestria, ingurgitando per quanto possibile il suo enorme e vigoroso membro. Sapiente e servizievole consumò il suo servizio fintanto che il vecchio comincò ad irrorare la gola di mia madre con calde sorgive di sperma. Mamma prese in mano il suo turgido paletto, e lo pulì avidamente di ogni residuo di seme. Il vecchiò si rizzò e posò mia madre sul tavolo della cucina "adesso saldiamo il conto..." disse solleticando il carnoso e arrossato orifizio di mia madre con la mano sinistra, mentre con la destra torturava il turgido e prorompente seno. Lentamente, e con sapiente maestria cominciò a penetrare e invadere il pertugio con il suo bastone di nuovo rigido e fermo. Per tutta la sua lunghezza si infilò fino allo scroto in un profondo affondo, nelle sode e morbide carni della povera mamma, che non senza evidenti segnali di dolore, dovuti all'enorme dimensione del sesso, inarcò la schiena. Ormai prossimo all'orgasmo, dopo pochi minuti di martellante stantuffare, l'anziano idraulico cominciò ad ansimare aritmicamente e ad irrigidire tutto il suo corpo in spasmi aritmici. Mia madre in preda a fondati timori si ricordò della pericolosità dell'imminenza, in quanto ancora fertile lei (e nel peggior momento del mese) e certamente fertilissimo lui, nonostante la veneranda età. Fece per proferir verbo quando d'un tratto l'anziano inarcò la sua schiena, strinse fermamente ma con gentilezza i suoi seni maturi e pieni e grugnì vigorosamente. Il poderoso perno cominciò a pulsare e contrarsi nell'antro di mia madre, riversando il denso e colloso ripieno del suo turgido e pesante scroto nel fertile ventre. Milioni di spermatozoi fluivano inarrestati dal profondo del vecchio derelitto dritti nell'utero inerme. Cascate di denso seme si riversavano nelle tube, fin dentro le ovaie, nel suo più intimo antro, fecondandola inesorabilmente. Lo sentiva, caldo e prorompente, in quantità tali da debordare fin di fuori, dall'oltremodo slargato antro, fin sul tavolo, a formare un denso e copioso cumulo di seme. Era sicuramente impregnata di seme di quel meschino anziano, che si sfilò, non dopo aver riversato fino all'ultima goccia del contenuto delle sue grasse palle. Ancor con le mani sul prosperoso seno di lei, ammiccò malizioso, e le carezzò il ventre. "Mi ha ripagato adeguatamente ora, mia cara signora". Il vecchio si rivestì, e se ne andò. Sfinita, mia madre si rialzò, mentre il suo sesso colava copiose dosi di colloso e lezzoso seme. In casa ormai faceva caldo, il riscaldamento era più che efficente. Ella si recò in bagno cercando di lavare via quanto possibile i copiosi resti del suo "pagamento". La sera il babbo tornò, felicitandosi del miracoloso ritorno in opera della caldaia. Dopo due mesi, il suo ventre appena rigonfio e l'ingrossamento (per quanto possibile) del suo già maestoso seno furono inevitabile segno dello stato preno di mia madre, prossima alla nascita di 2 sorelline.

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