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Programmato
Pioveva forte. Nonostante la cerata l'acqua sferzava la mia camminata e si intrufolava nemmeno troppo delicatamente tra il bavero e il collo, irrigandomi la schiena e il petto. Gli occhi erano continuamente disturbati dalle gocce che con forza e prepotenza ci picchiavano sopra. Dopo alcuni minuti che sembrarono un'eternita', giunsi al portone di casa sua. Citofonai e sua madre rispose dopo che mi feci riconoscere:"Sali Alberto, intanto che aspetti ti potrai asciugare". Io non me lo feci ripetere due volte.
Sali' le scale lentamente, spossato dal tempo e dal fradicio che mi appesantiva. Arrivai alla porta di casa che era socchiusa, la spinsi ed entrai, fermandomi nell'anticamera di quella datata abitazione stile vecchia-milano. Mia suocera, Leandra, arrivo' un secondo dopo porgendomi uno straccio per non bagnare a terra levandomi le scarpe intrise d'acqua e con un asciugamanone per me, dicendo:"spogliati dai, che ti asciughi, senno' prendi un accidenti...". Come un automa, o come un figlio con la mdre ubbidii', e mi spogliai restando solo con le mutande... ma lei affacciandosi dalla cucina dove era tornata mi appello' sorridendo:"e levati quelle brache bagnate, mica vorrai fare muffa!!" e rise divertita. Io ancora una volta eseguii', preoccupato solo dello stato dei miei abiti. intanto che mi asciugavo in anticamera, pero', cominciai a realizzare di quanto fosse strana quella situazione: io 38 anni, responsabile vendite di un' avviata azienda commerciale, fidanzato instancabile di Sara da ben 20 anni, a casa da solo con la suocera, nudo per giunta!
Mia suocera, 62 anni, una donna normale di una volta, per niente alta, mora una volta oggi grigia, con due enormi seni segnati dall'allattamento di 4 figli, di corporatura cicciottella, e con un sedere enorme che era assolutamente in linea con il resto... non era mai stata inserita nel mio immaginario harem erotico, ma aveva sempre goduto della mia simpatia, in quanto nonostante la sua eta' si era sempre dimostrata piu' aperta della media, e anche molto divertente con le sue battute e la sua prontezza di spirito. Ma ora, la stanchezza, la mia nudita' in quella situazione, la sua naturalezza e spontaneita', erano un cocktail di cose normali che assieme erano strane, come la nutella sugli spaghetti al ragu' di lepre, stridevano....
Mi affrettai verso il bagno senza accorgermi che intanto che pensavo e mi asciugavo in anticamera gia' lei l'aveva occupato, quindi aperta la porta me la ritrovai che si cambiava il grembiule: e capitai proprio prima che si richiudesse quello pulito, vedendole il body che tentava di contenerla, e le collant che l'avvolgevano... quella vista mi blocco' con sguardo ebete fissato su quel corpo, e non capivo perche' la mente cominciava a propormi delle scene davvero irriverenti con lei:"Sveglia! Hey!, Ma che fai? ti sei incantato?" trasalii'... la guardai negli occhi, fui ricambiato ma il suo sguardo era misto tra il curioso e l'atterrito, e cosi' lasciai cadere l'asciugamano:"Ma che fai?? Sei impazzito??" Ero nudo, davanti a Leandra, e il mio cazzo era gia' in piedi:"Leandra, sta sera sara' mia..." "Ma tu sei Impazzito..."cerco' disperatamente di finire di chiudersi addosso il grembiule, ma io con un balzo in avanti le avevo gia' preso i polsi, e la spingevo contro il lavandino:"LEandra, ti voglio..." non le diedi nemmeno del lei. Leandra sbandata, tento' di gridare, ma io ero gia' con una mano sulla bocca mentre con l'altra le tenevo ora i due polsi assieme sopra la testa:"Sei fai la brava e mi prometti che non urli, cerchero' di essere gentile, ma stasera, sei mia..." Lei affannosamente annui guardandomi negli occhi spaventata: dovevano essere stralunati, ero cosi' infoiato che non capivo piu' niente...
LAsciatale la bocca, la trascinai non senza un suo silenzioso tentativo di resistenza nell'adiacente camera da letto, che era di Sara... lei mi disse"ma tra poco arriva Sara, non ci pensi?" " Sitemero' anche lei dopo...".
Leandra fini' quasi lanciata sul letto, io le fui soprqa in men che non si dica, e mentre con una mano le sfrugugliavo nel corpetto per estrargli le tette, con l'altra le strappai i collant all'altezza del sesso, e subito anche i ganci del body color carne... il sesso era rasato!! Rimasi un secondo incredulo: quella donna era molto ben tenuta aldila' delle forme, neanche un pelo, pelle liscia e morbida, anche sulle gambe, leggermente abbronzata... era molto piu' sexy di quello che avessi sempre pensato.... "Ma che vuoi fare???" quasi lo singhiozzo... Ecco, tornato alla realta' con quelle parole, mi avventai su un capezzolo con la bocca, mentre con una mano le presi l'altro seno strizzandolo, la penetrai senza complimenti e con forza mentre con l'altra mano cercavo l'ingresso posteriore in mezzo alla ciccia... LEi d'apprima grido' per il dolore: la penetrazione fu secca e prepotente, e lei vedova da ormai dieci anni, non provava a far l'amore da molto piu' di un decennio... Io mi agitavo sopra di lei come una furia, stantuffandola vigorosamente e violentemente, e intanto finivo di strapparle il collant da dietro, e il body anche in due brandelli ormai scopriva quella copiosa valanga di carne delle sue tette...
Lei nel frattempo si era bagnata, il dolore aveva lasciato il posto al piacere, il grido era un mugolio appena sospirato,... io glielo sfilai e con le braccia sul letto mi tirai col bacino sulla sua pancia, e le misi il cazzo tra le tette: "Te lo struscio dappertutto troia..." e lei portando le sue mani sulla figa strinse le braccia spingendosi i seni attorno al mio cazzo, e cominciai a scoparliele, facendo affiorare la cappella talmente vicino alla sua faccia, che a un certo punto fu lei stessa a sollevare la testa aprendo la bocca per farsi infilare la cappella.
Io ero oramai lobotomizzato dalla situazione e non ero piu' capace di intendere e di volere: con la stessa veemenza le presi la testa e la forzai a stare con in bocca il mio cazzo, ultimi due colpi, le palle che sbattevano sulle tette, e venni copiosamente nella sua gola, obbligandola a ingoiare...dopo qualche secondo la liberai... "Porco schifoso" furono le sue parole mentre mi adagiavo accanto a lei sul letto... Alzai la testa e la guardai fisso negli occhi; il mio sguardo doveva essere allucinato e perso: "E tu? Sai cosa sei tu? e cosa ti meriti?" Leandra rimase quasi paralizzata; mi lesse negli occhi cosa arrivava ora... "No, Alberto, questo no..." Io la presi con una mano sulla spalla e l'altra in mezzo alle coscie, e la ribaltai. Di nuovo mi ritrovavo su di lei ma ora ero seduto sulle sue cosce. Le sputai tra le natiche "No Aberto, non farlo..." le infilai il dito nel culo per farle scivolare dentro un po di saliva, ma sapevo che non mi fregava niente... non persi tempo: puntai la cappella sul suo sfintere "Alberto...fermo!!" io spinsi forte subito fino in fondo. Sentii' la carne cedere e lacerarsi, sentii' Leandra urlare forte e soffocare il grido nel cuscino di fronte a lei, sentii' il caldo antro chiudersi stretto sul mio membro... cominciai a cavalcarla, una cavalcata lunga durante la quale la mungevo come una vacca... non durai molto, ero cosi' eccitato che venni di nuovo quasi subito. Lei sentii' il mio succo dentro di lei caldo spruzzato sin quasi in pancia e sussulto', mugolando... corsi con la mia mano sotto il suo sesso, appena in tempo per sentirla grondare di umori....
Quando ebbi finito uscii' e mi sdraiai sulla schiena... dopo pochi secondi sentii qualcosa di caldo e umido sulla cappella: era la lingua di Leandra, che dapprima me lo stava leccando e poi comincio' con un pompino come mai mi era capitato. Mi stava facendo lei ora! Mi si rizzo' di nuovo, e cosi' lei si accovaccio' su di me prendendolo e galoppandoci sopra si chiavo' sola venendo ancora... esausta cadde' anche lei riversa nel letto.

Passarono alcuni minuti prima che potessimo dire qualcosa.
"scusami, non so che mi e' preso, ma mi hai fatto sesso da morire e non ho potuto resistere..."
LEandra mi guardo' con una strana luce negli occhi e con un sorriso ammiccante mi disse "Sara sta sera l'ho fatta uscire io...."

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